Quali relazioni sindacali per i non firmatari? La risposta è nelle norme
La risposta corretta, doppio binario tra contrattazione e partecipazione, è già scritta nelle norme primarie. I Decreti dei Tribunali di Potenza e Aosta non convincono, al pari del Parere ARAN.
Annalisa Di Piazza | 12 Mag 2026
L’articolo esamina la controversa questione delle relazioni sindacali nel pubblico impiego per le organizzazioni sindacali rappresentative ma non firmatarie del CCNL, con un focus specifico sul caso della FP CGIL nel comparto Funzioni Locali.
Annalisa Di Piazza – Segretario Comunale – Vicesegretario provinciale UNSCP Bergamo, analizza il conflitto interpretativo sorto tra il parere dell’ARAN, che propende per l’esclusione totale dei non firmatari da ogni istituto di partecipazione e i recenti decreti dei Tribunali di Potenza e Aosta, che ne hanno invece disposto la riammissione integrale.
Attraverso una rigorosa disamina delle norme primarie, lo studio evidenzia l’esistenza di un “doppio binario” legale:
• Esclusione dalla contrattazione integrativa: legittimata dall’art. 40, comma 3-bis, che delega esplicitamente al CCNL l’individuazione dei “soggetti” abilitati a negoziare.
• Inclusione negli istituti di partecipazione (informazione e confronto): l’art. 9 delega alla contrattazione solo le “modalità” e non la scelta dei titolari del diritto, rendendo illegittima l’esclusione dei sindacati rappresentativi da tali ambiti.
L’articolo conclude criticando le recenti pronunce giurisprudenziali per carenza di motivazione riguardo alla contrattazione decentrata e invita le amministrazioni a una lettura letterale e sistematica della legge per garantire certezza del diritto nelle relazioni sindacali.
Annalisa Dipiazza Relazioni Sindacali Nel Pubblico Impiego