INTERVENTO DI SALUTO DI AMEDEO BIANCHI AL CONGRESSO UNSCP – 27 MARZO 2026

I saluti del già Segretario generale

Amedeo Bianchi | 15 Apr 2026

Di seguito uno degli interventi dell’ultimo congresso. Ci si riferisce ai saluti del consigliere della Corte dei Conti, professore di Diritto Pubblico all’Università Bocconi e già Segretario Comunale e Provinciale Amedeo Bianchi.

Il suo interessante intervento spazia dal sistema di accesso alla carriera, alle modalità della prima assegnazione, passando per l’auspicata razionalizzare del ricorso alle convenzioni e la revisione della disciplina relativa alla spesa per i Segretari. Spazio trovano anche il tema dei diritti di rogito nei comuni con i dirigenti, la figura dei Segretari generali operanti nelle più grandi città capoluogo di Regione e l’annoso tema dei ruoli apicali distinti.

È con sincera gioia e profonda emozione, che intervengo, per la prima volta, a un Congresso Nazionale dell’Unione Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, in rappresentanza della Corte dei conti e del suo Presidente Guido Carlino, che mi ha incaricato di porgere a tutti voi il suo più caloroso saluto. Una istituzione che mi ha accolto, ormai, nove anni fa, dopo aver svolto per ventisei anni le funzioni di Segretario.

Rivolgo un cordiale saluto a tutte le Autorità presenti e, in particolare, ai rappresentanti del Governo, il Sottosegretario Savino e il Sottosegretario Ferro, collegata da remoto, la cui presenza testimonia l’attenzione verso una figura, quella del Segretario comunale, che continua a rappresentare un punto di riferimento essenziale per il buon funzionamento delle istituzioni locali.

Un saluto sentito va, inoltre, al Capo Dipartimento DAIT, Prefetto Perrotta, alla Vice, Prefetto Bellantoni, seppur, purtroppo, oggi assenti, al Presidente ARAN Naddeo, al Capo Legislativo del Dipartimento della Funzione Pubblica Radicetti, al Segretario generale dell’ANCI Nicotra, al Direttore dell’UPI Antonelli, alle organizzazioni sindacali presenti, rappresentate dai rispettivi Segretari generali di settore, al Segretario dell’Unione Amedeo Scarsella, e a tutto il Consiglio che mi ha dato l’opportunità di essere qui oggi.

Non posso, poi, non rivolgere un pensiero a coloro che hanno guidato l’Unione negli anni passati – Nino Saija, Carlo Paolini, Liborio Iudicello e Alfredo Ricciardi – con i quali ho condiviso esperienze professionali, momenti formativi e occasioni di confronto umano e culturale; ma, anche, congressuali, proprio in questa sala, così ricca di significato, che rappresenta, per me, un ritorno particolarmente sentito.

Proprio alla luce della presenza congiunta di rappresentanti del Governo e delle autonomie locali, ritengo importante richiamare l’esigenza di imprimere una accelerazione a riforme non più rinviabili, a partire da quella del TUEL, che oggi presenta profili di incoerenza, sia rispetto ad altre fonti normative, sia al proprio interno, contribuendo ad accrescere la complessità di un sistema già, di per sé, particolarmente, articolato.

In questo contesto, appare necessario ripensare il ruolo del Segretario comunale, chiamato non solo a garantire l’imparzialità dell’azione amministrativa, ma anche a concorrere in modo sempre più attivo al buon andamento complessivo dell’ente.

Tra gli interventi prioritari, si colloca la revisione del sistema di accesso alla carriera, che dovrebbe essere orientato, non più a un ordinario reclutamento, ma a una selezione sempre più qualificata, anche attraverso percorsi strutturati come il corso-concorso SNA, già adottato per altre figure dirigenziali.

Andrebbero, inoltre, riviste le classi dei comuni e le modalità della prima assegnazione; in particolare, per gli enti di minori dimensioni, andrebbe ridefinito il ruolo del Ministero che dovrebbe essere più incisivo: la prima nomina non può essere lasciata alla libera contrattazione tra i Sindaci e i vincitori del concorso, lasciando numerose sedi scoperte e molti Segretari privi di sede.

È altresì opportuno razionalizzare il ricorso alle convenzioni tra enti, evitando assetti eccessivamente estesi che rischiano di incidere sulla qualità dell’azione amministrativa: stop alle convenzioni selvagge e irragionevoli, non è pensabile continuare a consentire convenzioni a quattro, cinque, sei o, addirittura, sette comuni. Il Ministero, datore di lavoro, non può permettere che ciò accada!

Sul piano finanziario, si dovrebbe valutare una revisione della disciplina relativa alla spesa per i Segretari, in considerazione della natura obbligatoria della figura, al fine di garantire maggiore coerenza nell’ambito dei vincoli di finanza pubblica. La spesa del Segretario va sterilizzata per tutti gli enti, non solo per i comuni fino a 3.000 abitanti.

E, infine, occorre un intervento normativo urgente che reintroduca i diritti di rogito anche nei comuni con i dirigenti.

A ciò, si affianca l’auspicio che, anche in sede contrattuale, si valuti l’opportunità di un intervento volto a ricondurre a maggiore equilibrio il trattamento giuridico ed economico dei Segretari generali operanti nelle più grandi città capoluogo di Regione, tenuto conto della rilevante dimensione organizzativa e della speciale complessità delle funzioni esercitate. In tale prospettiva, appare meritevole di attenzione una possibile forma di assimilazione, sotto il profilo giuridico ed economico, ai dirigenti generali di prima fascia delle amministrazioni centrali.

In questa stessa ottica, meriterebbe una riflessione anche il tema dell’assetto dei vertici amministrativi, al fine di scongiurare possibili criticità organizzative connesse alla coesistenza di ruoli apicali distinti, favorendo soluzioni che valorizzino l’unitarietà e l’integrazione delle funzioni. Gestione e legalità non possono essere considerate fasi separate di un processo organizzativo ma espressione unitaria di un più efficiente modello di organizzazione.
Accanto alla dimensione riformatrice, è altrettanto importante investire nella comunicazione e nella valorizzazione della figura del Segretario, attraverso strumenti capaci di migliorarne la percezione presso i cittadini. Non sono sufficienti le sedi istituzionali tradizionali: è necessario promuovere una più ampia e moderna azione di “marketing pubblico”, in grado di rappresentare efficacemente il contributo che questa figura offre al funzionamento delle amministrazioni. Non bastano nemmeno comunicati, incontri istituzionali, convegni e congressi, va migliorata sul piano mediale la percezione sociale del valore della figura quale garante dei risultati del comune, piccolo o grande che sia.

Il Segretario non deve rimanere il leader nell’ombra come nel saggio di Giovanni Fosti e Alex Turrini di qualche anno fa, che, come ogni buon leader, spinge le persone ad avere fiducia in lui. Il Segretario deve diventare un grande leader in grado di generare fiducia e responsabilità diffusa.

E, in fondo, non basta immaginare i risultati, bisogna allenarsi per raggiungerli e non basta sognare la vittoria, occorre prepararsi con impegno per ottenerla.

Buon Congresso, buona fortuna ai candidati e buon lavoro a tutti. Viva i Segretari, viva l’Unione!