Lettera aperta del Presidente onorario Stufano al nuovo Presidente dell’Unione Maurizio Moscara

04 Dic 2017

“Caro amico ti scrivo” (… direbbe Dalla) non solo per “distrarmi un pò”, ma perché voglio dirti un paio di cose importanti e lo faccio nella forma della “lettera aperta” (… che ho usato poche volte nella mia carriera sindacale) perché voglio che questo scritto resti non solo tra noi due (… sarebbe stato sufficiente guardarci negli occhi, come abbiamo sempre fatto), ma divenga patrimonio documentale della nostra Organizzazione.

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La prima è che voglio ringraziarti davvero, come non mi hanno consentito i tempi e le liturgie congressuali, per il ritratto che hai saputo fare di me nel corso della terza giornata del Congresso: devo confessarti che mi ha molto colpito emotivamente (… ma il Presidente del Congresso non lo poteva far vedere!) la capacità che hai avuto di riassumere in pochi tratti il mio passato sindacale e professionale: parole espresse col cuore che hanno fatto ritornare nella mia mente, in rapida successione, momenti difficili della mia vita, ma di cui vado oltremodo fiero: dalla rinuncia espressa in Consiglio nazionale a candidarmi per la seconda elezione in seno all’AGES, nonostante il clamoroso successo nelle primarie, per evitare spaccature in seno all’Unione… alle aggressioni subite quando ho chiamato proprio te, da giovane, a succedermi nella guida dell’Unione regionale della Lombardia… fino ai contrasti iniziali sulle mie (caparbie) modifiche statutarie di trasparenza e partecipazione e di esclusione per i pensionati di candidarsi alle cariche nazionali e regionali; ti sei persino ricordato degli stivali indossati durante l’alluvione in provincia di Siena, quando di notte, in mezzo al fango e di fronte all’inerzia di politici e dirigenti, davo l’ordine di rompere gli argini del torrente Foenna per evitare un disastroso allagamento della zona industriale di Sinalunga.

Grazie Maurizio… per il cuore che hai usato nei miei confronti!

Il secondo argomento è un po’ più complesso e riguarda il ruolo che ti accingi a ricoprire all’interno dell’Unione. Sai bene (e lo sa bene anche Alfredo, il nostro Segretario nazionale) che, da quando vi ho posto il problema della mia sostituzione, ho sempre ritenuto te la persona più idonea a succedermi per il grande bagaglio di doti umane, morali e culturali che, non solo nell’Unione, ma in larghissima parte della Categoria ti viene concordemente riconosciuto.

Ho pure ascoltato con molta attenzione gli impegni congressuali che hai assunto e li ho valutati come quelli che esattamente avresti dovuto assumere.

Ma… non basta!

Nel tuo mandato presidenziale, che necessariamente travalicherà i mandati congressuali delle singole Segreterie nazionali, ti troverai spesso in momenti difficili e, altrettanto spesso, ti troverai a confrontarti solo con te stesso.

Non mi riferisco a quei compiti che l’art. 17, comma 2, dello Statuto ti assegna in associazione col Segretario nazionale (… curare gli interessi del’Unione e della Categoria), né a quelli da sviluppare d’intesa col Vicario responsabile dell’organizzazione (… curare l’efficienza delle unioni regionali e provinciali)… del resto in queste due funzioni hai veramente due poderosi alleati ed amici: uno (Alfredo) che ha da tempo raggiunto la piena maturità strategica e dialettica e l’altro (Antonio) che sta dando sempre più prova di dinamismo e pragmatismo organizzativo.

Ma mi riferisco alla funzione monocratica, che il 1° comma dello stesso articolo ti assegna, di essere garante e custode dei valori associativi trasfusi nello Statuto: si tratta di una funzione molto delicata, qualche volta da me persino sbeffeggiata ironicamente (… lo Statuto fatto carne!), ma che risulta fondamentale per la dignità e la vitalità stessa dell’Unione: una funzione che richiede una profonda conoscenza delle realtà territoriali e delle dinamiche relazionali all’interno degli organismi collegiali nazionali, ma che necessita di un tuo posizionamento non necessariamente univoco: alcune volte dovrai essere estremamente diplomatico per salvare capra e cavoli… ma altre volte dovrai essere estremamente rigido (… anche se non tutti ti capiranno) per tutelare i valori fondativi dell’Unione… con tutta la scala di grigi che la tua sensibilità saprà suggerirti tra questi due estremi.

Certo l’eredità che ti lascio non è facile: io ho impiegato più di un decennio a sgretolare vecchi modi di essere e di agire intrisi di opacità e a fondare i due pilastri statutari della trasparenza e della partecipazione… a te invece toccherà difenderli da aggressioni, revisioni strumentali o false innovazioni.

Ma so che saprai farlo benissimo, per almeno due ragioni.

La prima, più importante, e che tu credi sinceramente, come me, nel bene dell’Unione e della Categoria sopra ogni cosa, persino sopra le utilità e i lustri personali… e ciò ti consentirà sempre di trovare il giusto posizionamento reattivo.

La seconda, più pragmatica, è che, a differenza di tanti miei anni nel sindacato, non sei da solo e sei circondato da tanti bravi Colleghi che la pensano come noi… e se ancora ti resteranno dei dubbi, gira la testa indietro e mi troverai sempre dietro di te, in punta di piedi, pronto a darti i consigli, i suggerimenti o anche solo i conforti ti cui potrai avere bisogno.

In bocca al lupo Presidente… e che crepi il lupo!

Ti saluto (… come diresti tu) con un abbraccio fraterno.

Roma, 1 dicembre 2017

                                                                           Tommaso Stufano

Qui la lettera in formato pdf.