Omessa adozione del piano triennale di prevenzione della corruzione: una recensione ad una recente pubblicazione
03 Lug 2022
PUPO Pasquale, “L’omessa adozione del piano triennale di prevenzione della corruzione. Natura giuridica dell’illecito e criticità applicative”, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2022 (recensione a cura di Antonio Quattrone)
La sanzione per omessa adozione del PTPCT alla luce di uno studio che ne indaga la natura giuridica, l’illegittimo ampliamento del suo ambito applicativo operato da ANAC e i dubbi sulla sua persistente vigenza a seguito dell’introduzione del PIAO.
E’ corretto che l’ANAC, in esito all’accertamento dell’omessa adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT), sanzioni anche il Responsabile delle prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) e gli amministratori che siano subentrati nella carica in epoca successiva allo scadere del termine previsto per detta adozione?
Sono legittime le sanzioni irrogate dall’Autorità per omessa adozione del PTPCT qualora nel caso di specie venga in rilievo solo un’ipotesi di omesso “aggiornamento” annuale del Piano, nell’ambito del periodo di validità triennale ad esso riconosciuto dalla legge?
E’ corretto che la sanzione per omessa adozione del PTPCT, oltre che all’«organo di indirizzo» deputato ex art. 1, co. 8. l. 190/2012 alla sua adozione, venga comminata anche al RPCT che rispetto a tale adozione è chiamato dalla legge a svolgere solo un ruolo preparatorio?
E quali ripercussioni ha prodotto l’introduzione del PIAO nei confronti della sanzione per omessa adozione del PTPCT, tenuto conto che esso è destinato ad “assorbire”, fra gli altri, anche il PTPCT?
Queste sono solo alcune delle domande alle quali risponde compiutamente il pregevole contributo pubblicato poche settimane fa da Pasquale PUPO, avvocato e segretario generale di enti locali, per i tipi della Casa editrice Edizioni Scientifiche Italiane.
La monografia è apparsa fra le pubblicazioni della Collana del Centro di Ricerca “Rapporti privatistici della P.A.” presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro (Direzione scientifica: Prof. Fulvio GIGLIOTTI e Prof. Roberto AMAGLIANI).
Fedele a siffatta caratura scientifica, l’opera fornisce un’accurata ricostruzione della fattispecie sanzionatoria introdotta dall’art. 19, co. 5, lett. b), del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, della quale analizza gli aspetti applicativi che hanno rivelato nel tempo maggior interesse operativo, scandagliandoli alla luce delle indicazioni ermeneutiche elaborate in materia sanzionatoria dalla più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte CEDU.
Ne scaturisce uno studio agile ed approfondito che – anche sulla scorta dell’esame meticoloso dei provvedimenti sanzionatori adottati dall’Autorità dal varo della richiamata norma sanzionatoria fino ad oggi – mette in luce le rilevanti criticità emerse, in particolare, in relazione all’ampliamento della cornice applicativa dell’illecito omissivo de quo operata negli anni dall’ANAC in aperta violazione del principio di legalità, sotto il duplice profilo della lesione del principio della riserva di legge e del principio di tassatività – determinatezza delle fattispecie sanzionatorie.
Ad impreziosire l’opera il resoconto dell’orientamento assunto su tali aspetti dalla giurisprudenza (al momento solo di merito) sulla scorta di pronunciamenti in gran parte inediti, che vengono per la prima volta resi pubblici grazie alla loro riproduzione in forma integrale all’interno dell’appendice giurisprudenziale che correda il volume. Un orientamento interpretativo, quello accolto dalla giurisprudenza, che – come viene efficacemente sottolineato nella quarta di copertina – “scuote le fondamenta della politica sanzionatoria fin qui seguita dall’ANAC, minando in radice l’impostazione ermeneutica da questa posta a base della gran parte dei provvedimenti sanzionatori adottati in applicazione della disposizione esaminata”.
Conclude l’opera una interessante Postilla di aggiornamento, che dà conto delle ripercussioni che derivano sull’ambito applicativo della norma sanzionatoria in esame per effetto dell’introduzione, da parte del d.l. n. 80/2021, del Piano integrato di attività e organizzazione (c.d. PIAO), e dei dubbi sorti in ordine alla sua persistente vigenza, quantomeno nei confronti degli enti obbligati all’adozione del nuovo strumento di programmazione integrata, chiamato ad “assorbire”, come detto, fra gli altri, anche il PTPCT.
Si tratta, in conclusione, di un’opera di grande interesse, che merita di essere segnalata perché fornisce un prezioso contributo alla ricostruzione dogmatica ed operativa di una fattispecie sanzionatoria che è rimasta fino ad oggi poco indagata, nonostante le vaste potenzialità applicative che essa presenta per l’ampio numero di soggetti sottoposti all’obbligo di adozione del PTPCT.
Di seguito il link all’opera:
Dr. Antonio QUATTRONE
Segretario generale di Palmi (RC); già Segretario Regionale U.N.S.C.P. Calabria
Qui il link alla recensione in pdf.