Le proposte di emendamento dell’Unione sulle disposizioni relative ai segretari nella Legge di bilancio 2023
09 Dic 2022
Lo scorso 4 dicembre, l’UNSCP ha presentato proposte di Emendamenti all’art. 145 del DDL Legge di bilancio 2023 – A.C. 643-bis rubricato “Disposizioni in materia di segretari comunali”.
La norma proposta dal Governo è complessivamente positiva in quanto finalizzata a garantire due risultati:
1) un ulteriore aumento numerico di segretari da immettere nell’albo, perseguito con le misure previste dai commi da 1 a 3;
2) prevedere un sostegno ai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti per il trattamento economico dei segretari, perseguito con la misura prevista dal comma 4.
La norma presenta, però, alcune criticità:
✓ non è chiaro, infatti, se le risorse di cui all’articolo 31-bis, del d.l. 152/2021 riguardino genericamente tutti i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti o esclusivamente quelli che abbiano attivato progetti finanziati dal PNRR;
✓ non pare ragionevole prevedere che i contratti relativi agli incarichi conferiti ai segretari comunali abbiano durata fino 31 dicembre 2026 quando invece, ai sensi del TUEL, detti incarichi hanno durata pari al mandato del sindaco.
Tetti di spesa
Sul fronte della spesa, che appare essere il principale ostacolo alla presa di servizio dei segretari neo iscritti all’Albo, il carattere transitorio del sostegno economico previsto – pur utile agli enti, medio tempore, per individuare le misure idonee a riorganizzazione la spesa di personale per garantire, al cessare del sostegno, la capacità di sostenere stabilmente ed in autonomia, con le proprie risorse di bilancio, il trattamento economico del segretario – non è risolutivo. Le difficoltà rappresentate dagli enti di minori dimensioni, infatti, non sono soltanto, e non sempre, di reale disponibilità economica dell’ente, ma riguardano in particolare l’impossibilità di rispettare i vincoli di spesa del personale. L’unica misura davvero risolutiva che può essere prevista, quindi, consiste nell’escludere il trattamento economico del segretario dal computo degli attuali tetti di spesa del personale, complessivi e di trattamento accessorio.
L’UNSCP, come aveva già fatto in passato, ha sottolineato l’irragionevolezza dell’attuale previsione dei vincoli dei tetti di spesa che, così come previsti, si traducono in un doppio limite: dapprima per lo Stato, quando autorizza le nuove assunzioni di segretari nell’ambito della complessa procedura prevista che presuppone il calcolo di quote di turnover e di una correlata valutazione di impatto sulla finanza pubblica, e, successivamente, per il comune che può conferire l’incarico nei limiti della propria capacità assunzionale. Se, dunque, il reclutamento dei segretari e la programmazione del fabbisogno sono governati a livello nazionale, diventa irrilevante il computo della spesa nei singoli enti (emendamenti n. 2-4).
Copertura carenze albi territoriali
L’emendamento n. 1 è finalizzato alla risoluzione del problema della grave carenza dei segretari in tutto il territorio nazionale. L’esperienza dimostra che occorre intervenire sulle regole vigenti per assicurare che le immissioni negli albi delle regioni del centro e soprattutto del nord Italia, dove è particolarmente concentrata la carenza di segretari, siano effettive e non vengano ad essere vanificate da nomine in deroga negli albi del sud, ove invece la carenza è estremamente minore (emendamento n. 1).
Ulteriori emendamenti
Diritti di rogito – L’UNSCP ritiene che la vicenda dei diritti di rogito all’esame della Corte costituzionale potrebbe ben trovare la sua soluzione in un nuovo intervento legislativo.
La Corte, infatti, con la sua prima decisione (sentenza 181/2022) ha dichiarato inammissibili, per «carente motivazione sul requisito della rilevanza», le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 10 comma 2 bis, del citato d.l. 90/2014 (che non consente di riconoscere detti diritti ai segretari dei comuni e province in cui è presente personale con qualifica dirigenziale). Le questioni saranno certamente riproposte (attualmente pendono due richieste di rinvio) visto che la Corte non sembra aver ravvisato una manifesta infondatezza delle questioni sollevate (che ben avrebbe potuto superare le carenze istruttorie rilevate) né ha fatto trapelare tale infondatezza in qualche passaggio della sentenza stessa (emendamenti n. 5-6).
Segretario Unioni di Comuni – Con l’ultimo emendamento (emendamento n. 7) si propone di eliminare l’ultimo ostacolo che si oppone al riconoscimento del giusto compenso per l’attività prestata dai Segretari nelle Unioni di comuni, rendendo, in tal modo, la retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro ed alle responsabilità correlate, allineando il contenuto normativo con le previsioni del CCNL 17.12.2020 senza che ciò comporti alcun aumento di spesa incontrollato.
La Segreteria Nazionale
Qui il link al comunicato completo con il testo degli emendamenti.