Il sito dell’Unione ed il ruolo del Segretario
L'editoriale del Presidente dell'Unione Alfredo Ricciardi.
Alfredo Ricciardi | 01 Mar 2026
Il nuovo sito dell’Unione ha l’ambizione di poter diventare, oltre che la piattaforma dove trovare puntualmente disponibili i documenti e le notizie di natura sindacale, anche un luogo (virtuale) dove i Segretari fanno comunità professionale.
Noi Segretari abbiamo un tratto distintivo rispetto a tanta parte della dirigenza pubblica: quello di essere iscritti ad un unico Albo Nazionale. Noi non siamo nei “ruoli” dei singoli enti dove concretamente lavoriamo, al contrario noi tutti apparteniamo ad un unico ruolo, che è quello del Paese intero. E questo perché il Segretario non è figura che serve a rispondere al bisogno (amministrativo, gestionale, funzionale) di un singolo ente, al contrario è figura che serve a rispondere ad un bisogno generale, dell’intero sistema amministrativo degli enti locali.
Ecco perché le funzioni che l’ordinamento assegna ai Segretari sono definite come sostanzialmente uguali in tutti gli enti, dal più piccolo al più grande; perché esse servono a dare risposta a bisogni che sono anch’essi sostanzialmente uguali in tutti gli enti, anche se le dimensioni sono diverse.
Ma come fanno, ci si potrebbe chiedere, ad essere uguali i bisogni di un comune di mille abitanti e quelli di una grande città di un milione di abitanti? Come può questa affermazione essere vera e non retorica?
E’ vera perché sia il piccolo comune che la città votano il loro Sindaco, il loro Consiglio, hanno cioè uguali Istituzioni democraticamente elette; sono chiamati ad assolvere ai bisogni della propria comunità secondo le stesse funzioni fondamentali; applicano lo stesso ordinamento amministrativo ed in esso soggiacciono alle stesse regole di separazione fra funzioni di indirizzo politico e funzioni di amministrazione attiva e gestionali. E questo solo per citare i tratti in comune essenziali.
Perciò, in realtà pur così diverse per dimensioni, vi sono alcuni bisogni di fondo che nascono dal fatto che le regole istituzionali ordinamentali e organizzative, se sono diverse per complessità, non lo sono nella loro natura di fondo e, pertanto, vanno comunque e sempre presidiate.
Presidiare la separazione fra politica e gestione, garantendo, attraverso l’assistenza agli organi, il raccordo fra loro; assicurare un adeguato coordinamento fra i servizi; accompagnare la gestione al perseguimento degli obiettivi; assolvere a tali funzioni promuovendo e assicurando (nei modi e nei limiti in qui questo è possibile) le garanzie di legalità sostanziale dell’azione amministrativa; tutte queste sono funzioni necessarie anche in una organizzazione minimale, se essa deve rispettare gli stessi principi di funzionamento e se l’ordinamento amministrativo che si è chiamati ad applicare è sostanzialmente lo stesso.
Naturalmente nei piccoli comuni a tanti di quei bisogni il Segretario risponde esercitando esso stesso il fare, l’agire, assumendo funzioni gestionali o comunque curando egli direttamente l’azione amministrativa, mentre man mano che le dimensioni crescono, ed il personale aumenta, il presidio si trasforma nel coordinare e supportare i funzionari, e negli enti più grandi ancora i dirigenti.
Il modo di interpretare questo nostro lavoro cambia profondamente da ente a ente, perché cambia la dimensione dei problemi, così come parallelamente cambia il livello di competenza specialistica garantita dalla struttura, cambia praticamente tutto, si potrebbe dire. Eppure, quello che non cambia è il fine ultimo che siamo chiamati a perseguire: una funzione unitaria di direzione dell’attività amministrativa e gestionale dell’ente, improntata al fondamentale principio di buon andamento, principio nel quale riposano e risiedono tutti quegli specifici aspetti, legalità, efficienza, economicità, efficacia, trasparenza, partecipazione, che devono tradursi poi in una sintesi. (Breve inciso: ecco perché tutto quello che si impara nei piccoli comuni è davvero utile anche dopo, perché fin da subito ci si inizia a misurare con lo stesso grande obiettivo di fondo: trovare quella sintesi. Nei piccoli comuni spesso il Segretario è interlocutore di se stesso e deve lui stesso coltivare le diverse esigenze. Ma questa è una formidabile palestra, ed è grazie a essa che, proseguendo la carriera, si è in grado di fare sintesi fra esigenze a cui invece corrispondono interlocutori diversi e livelli organizzativi diversi.)
Anche superando qualche ambiguità del recente passato, oggi è pacificamente riconosciuto che nel sistema degli enti locali il Segretario è posto al vertice del sistema burocratico, e tutti riconoscono che da quel ruolo assolve ad una funzione di sintesi fra esigenze di legalità ed esigenze di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, perseguendo quello che è a sua volta il principio di sintesi dell’azione amministrativa, che è quello del buon andamento.
Svolgiamo questo lavoro, così importante e delicato, ciascuno singolarmente nel proprio ente, e talvolta dimentichiamo che siamo parte di un sistema, e che anzi noi stessi siamo sistema. Mettere insieme esperienze, interpretazioni, capacità di lettura delle riforme che quasi quotidianamente il nostro (instancabile) legislatore appronta, riuscire a fare sintesi non solo nel nostro ente ma fra noi, sarebbe un valore aggiunto formidabile. Non è che non lo facciamo, tutt’altro, ormai siamo quasi “circondati” da chat, social, strumenti di aggiornamento professionale, nei quali dialoghiamo, attraverso i quali ci confrontiamo, e tante volte accade che quel confronto rimanga prezioso per tutti coloro che vi hanno preso parte. Ma è giusto avere l’obiettivo di farlo con più metodo, o comunque è bello ricordare a noi stessi che, essendo presenti in tutti gli enti, e con un ruolo così pregante, siamo chiamati ad essere una comunità professionale, ambiziosa e autentica. Ed il sito dell’Unione vuole essere un aiuto, non solo agli iscritti ma a tutti i Segretari, a sentirsene protagonisti.
E’ un lavoro meraviglioso il nostro. E’ terribilmente stancante, pieno di difficoltà, con una carriera che è forse la meno “automatica” di tutto il pubblico impiego, ma ti permette di conoscere persone diverse, politici diversi, funzionari diversi, dirigenti diversi, di arricchirti, di evolvere, ti dà sempre stimoli, ti fa sentire importante, necessario, ti dà autonomia. E ti permette di dire “io lavoro con e per la democrazia”, perché i nostri Sindaci, i Consigli Comunali per i quali facciamo le nottate, le Istituzioni per le quali lavoriamo, sono fra le più dirette ed immediate e vere e autentiche espressioni della democrazia. Altri non possono dirlo, noi sì!
E più noi lo facciamo insieme, questo meraviglioso e talvolta ingrato lavoro, più siamo capaci di offrire, non più come Segretari ai singoli enti dove lavoriamo ma come categoria e come classe dirigente al Paese intero, quel contributo di evoluzione e modernizzazione che esso richiede.
Alfredo Ricciardi