Emergenza Covid -19 ed espletamento delle prove corsi SPES e SEFA: l’Unione scrive al Ministero dell’Interno

27 Mar 2020

Con una nota del 26 marzo la Segreteria Nazionale dell’Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali, inviata al Ministero dell’Interno, all’attenzione del Sottosegretario On. Achille Variati, è intervenuta in merito all’espletamento delle prove conclusive relative ai corsi SPES e SEFA a causa delle problematiche connesse Emergenza Covid -19. La nota è stata inviata per conoscenza anche all’Albo Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali ed all’Anci.

Dall’Unione viene rinnovata la richiesta, già contenuta in altra nota del 6 marzo, che siano individuati “percorsi necessari a consentire la conclusione dei corsi medesimi e lo svolgimento delle prove in modalità compatibili con le misure di contrasto all’epidemia, misure già allora stringenti”.

Questo il testo integrale della nota, a cui è allegata anche una richiesta proveniente dai Segretari partecipanti al SEFA, che la Segreteria Nazionale condivide in toto nel merito:

La situazione di emergenza nazionale dovuta alla pandemia da COVID-19, che ha oramai assunto proporzioni allarmanti, vede i Segretari Comunali impegnati in prima linea per garantire il necessario supporto ai Sindaci e alle Amministrazioni comunali che in queste settimane si trovano ad affrontare problemi di inedita criticità; impegno ulteriormente aggravato, in tantissimi casi, dalla necessità di far fronte alla gestione di ulteriori Comuni rispetto a quello/i di titolarità a causa della nota grave carenza di Segretari.E’ in questo contesto così grave che un numero rilevante di Segretari è altresì impegnato nella conclusione dei corsi di specializzazione SPES e SEFA.Il regime di grave incertezza in ordine alla possibilità di espletare nei tempi che altrimenti sarebbero stati fisiologici le successive prove finali previste per i rispettivi corsi ha portato ad un comprensibile stato di preoccupazione degli interessati, di cui l’Unione si è fatto carico, chiedendo con nota trasmessa al Prefetto Gioffré, Responsabile dell’Albo, che qui si allega, che si attivassero i percorsi necessari a consentire la conclusione dei corsi medesimi e lo svolgimento delle prove in modalità compatibili con le misure di contrasto all’epidemia, misure già allora stringenti.Con estremo rammarico dobbiamo constatare che nessuna risposta è arrivata, nessun riscontro di alcuna natura è stato ricevuto. Al contrario un riscontro del tutto negativo è stato dato ad altra nota che autonomamente era stata inoltrata in via diretta dai partecipanti al corso SEFA. Da un lato dunque si dà risposta negativa agli interessati e dall’altro nemmeno si risponde all’associazione rappresentativa degli stessi.Non solo, nei giorni successivi, con una tempistica quasi surreale se rapportata a come si stava evolvendo la situazione, l’Albo si è semmai peritato di rendere nota la scadenza per la presentazione della tesina per i medesimi corsisti SEFA, fissandola al 20 aprile.La rapida successione nel tempo della risposta negativa data ai corsisti, della semplice “non risposta” data all’Unione dei Segretari – che forse il Prefetto ignora essere il sindacato storico dei Segretari medesimi, che quest’anno celebra 70 anni dalla propria fondazione e che è rappresentativo anche in sede negoziale dinnanzi all’Aran – e della fissazione della predetta scadenza per la presentazione delle tesine ha lasciato sinceramente esterrefatti.Ora i corsisti SEFA ci chiedono di trasmettere l’allegata nota da essi sottoscritta, che l’Unione condivide in toto nel merito.Alla luce di quanto sopra l’Unione dei Segretari ribadisce, dunque, la necessità che si adottino o si renda nota l’intenzione di adottare prossimamente, tanto per il SEFA quanto per lo SPES, le misure più adeguate per consentire di concludere i corsi, individuando nuovi termini per la consegna delle tesine e semplificando le prove, secondo quanto prospettato dai corsisti ovvero secondo le differenti modalità che il Ministero ritenga opportune e preferibili ma altrettanto riproporzionate al differente contesto in atto.Il momento grave che affronta il Paese rende questioni come quella oggetto di questa nota certamente secondarie e tuttavia anch’esse vanno affrontate con rispetto degli interlocutori e con senso di responsabilità verso i Segretari, che sono oggi impegnati, come detto in premessa, nel loro ruolo in modo incessante, “in presenza” più di molti altri ed in modo pervasivo e costante, possiamo assicurarlo, anche quando in “lavoro agile”. Mentre è in atto una fase così acuta dell’emergenza ciò che preme è avere la percezione che l’Albo comprende il problema ed intende affrontarlo, percezione che ad oggi, spiace rilevarlo, manca del tutto.E’ per questo che ci si è rivolti a Lei, Sig. Sottosegretario, nella certezza che Ella vorrà avere sul tema quella attenzione e sensibilità che, con la Sua personale azione, ha già in passato dimostrato e che tutta la categoria ha fortemente apprezzato”.

Qui il link alla nota integrale con gli allegati.