La nostra storia

Dalla “scissione giacobelliana” alla nascita dell’Unione: oltre 70 anni di rappresentanza e tutela.

1945

Dal 1945 al 1950 corrono i cinque anni fondamentali del secondo dopoguerra durante i quali uno dei più eminenti Segretari dell’epoca, Giacomo Giacobelli (anzi, il prof. Giacobelli, come veniva costantemente appellato) ha partecipato da protagonista assoluto al dibattito professionale e sindacale operando una scelta coraggiosa e impegnativa.
Dopo i primi tre congressi nazionali dei Segretari, considerati “unitari” perché non contrassegnati apertamente da appartenenze sindacali esplicite, avvenuti nel 1946, nel 1947 e nel 1949, accade l’evento decisivo.

1949

A Firenze, nel pomeriggio del 19 giugno 1949, durante il congresso fondativo del nascente Sindacato nazionale autonomo dei Segretari, Giacobelli contesta vivacemente la pretesa “autonomia” della nuova organizzazione, ritenuta, da lui e dai suoi sostenitori, non libera, bensì in posizione ancillare rispetto ai sommovimenti sindacali del comparto dei dipendenti degli enti locali, e dunque potenzialmente divisiva della categoria dei Segretari e non unificante. Nel pomeriggio si verificò quella che fu da subito chiamata la “scissione giacobelliana”, rivelatasi decisiva per le sorti del sindacalismo della dirigenza pubblica italiana: Giacobelli abbandona l’aula e avvia fin da subito il “Movimento per la unificazione dei Segretari”:

1950

Nove mesi dopo, nel congresso fondativo celebrato a Roma il 12 e 13 marzo 1950, nasce l’Unione nazionale Segretari comunali e provinciali. Giacobelli viene eletto Presidente nazionale (l’equivalente dell’odierno ruolo di Segretario nazionale). I due assi fondanti della nuova organizzazione sono: costituzione di un sindacato composto di soli segretari, seppur connesso alle grandi organizzazioni sindacali, ma da queste distinto e autonomo e contrarietà al ripristino della cosiddetta “municipalizzazione” del Segretario, che era l’inquadramento giuridico della prima fase dello Stato unitario fino alla conclusione dell’epoca liberale, e invece fermo mantenimento dell’inquadramento costituito dalla statizzazione del 1928, ma ovviamente calato nel nuovo contesto democratico repubblicano come garanzia di qualità per tutto il sistema autonomistico e per l’insieme dell’ordinamento nazionale.

1951

Un anno dopo, il 1° febbraio 1951, viene pubblicato il primo numero della rivista ufficiale del Sindacato del quale richiama il nome: “l’Unione”, che sarà pubblicata per circa 60 anni. Con la nuova organizzazione si è sancita una visione: l’Unione era, ed è, un sindacato di categoria, dunque non generalista, ma senza essere corporativo, in modo tale che gli interessi della categoria da esso tutelata non siano in contrasto, anzi, coincidano con quelli delle comunità di riferimento e, più in generale, delle Autonomie locali.